Finora il gioco si è concentrato sul modo di comunicare le proprie qualità in generale agli occhi dell’Italia e del mondo. A volte, tuttavia, la strategia vincente è la più semplice e richiede di scovare nel proprio passato e nella propria identità. E’ a questo punto della partita che le squadre vogliono sfruttare il loro jolly: il particolarismo linguistico.


5.1 Perché si parla di particolarismo linguistico?

La lingua rappresenta un importantissimo veicolo della cultura e, com'è ben risaputo, entrambi i territori hanno la peculiare caratteristica in Italia di essere bilingui: italiano-tedesco l'Alto Adige e italiano-francese la Valle d'Aosta.

Anche da questo punto di vista Valle d'Aosta e Südtirol hanno molto in comune: entrambi territori al confine ed entrambi nel corso dei secoli privati, anzi talvolta usurpati della propria identità. Eppure le formazioni presentano importanti differenze. La popolazione dell'Alto Adige appare divisa in due gruppi linguistici: da una parte gli italofoni, residenti più che altro nella città di Bolzano, e dall'altra i germanofoni, che nel quotidiano parlano più che altro dialetto sudtirolese. In Valle d'Aosta invece, a parte il patois in alcune famiglie, la lingua diffusa in prevalenza è l'italiano.

Premesso che vi sono differenti tipi di bilinguismo, non sta a noi, perlomeno in questa sede, decretare se Alto Adige e Valle d'Aosta siano di fatto bilingui o no, e quali siano le differenze tra le due regioni da un punto di vista sociolinguistico. Ciò che ci interessa ora è, sulla base della storia e delle abitudini rispettive, analizzare il modo in cui essi comunicano questa realtà bilingue.
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Anzi, in quest'analisi dobbiamo anche includere le minoranze linguistiche. Dire infatti che le due regioni sono bilingui appare riduttivo se si pensa che nel caso della Valle d'Aosta è addirittura parlato un dialetto tedesco! Un non valdostano infatti non avrà sicuramente mai sentito parlare di Walser. Ebbene, si tratta di una comunità germanofona, stabilitasi attorno al 1200 e attualmente presente nei tre comuni di Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-La Trinité ed Issime. Le lingue parlate sono appunto varianti del dialetto tedesco, ovvero il titsch e il toeitschu. Anche in Alto Adige vengono parlate altre lingue: oltre al tedesco e all'italiano, in alcune aree è parlato il ladino. In entrambi i casi si tratta di minoranze linguistiche riconosciute a livello ufficiale, da aggiungere rispettivamente ai patois valdostani, d'origine franco-provenzale, e ai vari dialetti di tipo austrobaverese presenti in Alto Adige, a cui accennavamo poc'anzi.


5.2 La francofonia valdostana

La stanchezza si fa sentire, ma la Valle d’Aosta non sembra perdere la voglia di mostrare i propri punti forti. Abbiamo già parlato dell'utilizzo delle lingue nei diversi siti web nalizzati e sappiamo che in generale la lingua francese è ben rappresentata. Per quanto riguarda invece la comunicazione del proprio patrimonio linguistico, i siti turistici principali della Valle d'Aosta offrono delle brevi nozioni sulla storia della regione e quindi sulle lingue parlate. Ma un ruolo fondamentale ha il sito istituzionale regionale, che nella sezione Particolarismo linguistico all'interno del canale tematico Cultura, offre diversi spunti di riflessione e di studio sulle varianti linguistiche del patois. Le attività pubblicizzate vanno da strumenti di supporto al pubblico nell'apprendimento della lingua, come l'école populaire de patois o il Guichet linguistique, ad attività di promozione del dialetto, come il Concours Cerlogne, con cui si cerca di stimolare i giovani a produrre testi in patois. Ma non è finita qui: sono presenti dati sulle ricerche toponomastiche condotte, un modulo da compilare per avere accesso ai documenti multimediali custoditi dall'Assessorato Istruzione e Cultura, e non ultimo, un Atlas Linguistique, ovvero un atlante linguistico realizzato dal Centre d'Etudes Francoprovençales.

Come possiamo vedere cliccando sul link, si tratta di un centro presente a Saint Nicolas, a pochi chilometri da Aosta, inizialmente nato per promuovere appunto il Concours Cerlogne. Oggi è un centro dotato di una vasta biblioteca e di un museo che ha come obiettivo quello di mantenere la lingua e la cultura francoprovenzale. Esso promuove eventi e iniziative, pubblicando ogni sei mesi un bulletin, il tutto esclusivamente in lingua francoprovenzale e francese.

Il sito web www.cm-walser.vda.it invece si occupa dei Walser ed è gestito dalla comunità stessa, che fornisce informazioni di tipo culturale, rivolte ai turisti, ma anche di tipo burocratico. C'è da dire però, che negli altri siti che abbiamo visitato prima, la cultura dei walser non è così ben rappresentata come invece quella francoprovenzale. Sono poco frequenti i riferimenti alla comunità, probabilmente perchè si tratta di una realtà ben diversa e di minore rappresentanza.

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5.3 Il plurilinguismo in Alto Adige vol.jpg

Passiamo ora all'Alto Adige che, dato l'attacco aggressivo della Valle d'Aosta, deve sfoggiare un attacco altrettanto potente per essere all'altezza.
Anche in questo caso le lingue presenti sono minimo italiano e tedesco, affiancati in alcuni siti dal ladino. A livello di contenuti, facendo una ricerca sulla Rete Civica del sito istituzionale, appaiono come primi risultati documenti di tipo essenzialmente burocratico, come ad esempio l'esame di bilinguismo. Nella sezione Lingue però tante sono le iniziative promosse per l'apprendimento. Un progetto interessante è il Voluntariat per les llengües, che si propone di formare coppie linguistiche che, conversando, migliorano le loro competenze linguistiche in italiano o in tedesco, a seconda del programma selezionato. In generale il sito offre molti collegamenti a strumenti come biblioteche, mediateche ecc. ma attenzione, non è tutt'oro ciò che luccica! Nell'elenco delle Lingue al cinema della mediateca di Merano sono presenti film in ben sei lingue, ovvero tedesco, inglese, spagnolo, portoghese, francese e russo ma, per lo meno sui cataloghi online, manca l'italiano!

E' stato difficile da scovare sui motori di ricerca, ma finalmente è entrato in gioco il Südtiroler Kulturinstitut, istituto che promuove l'arte e la cultura sudtirolese. Il sito è esclusivamente in lingua tedesca e nella sezione Sprachstelle, di interesse linguistico, propone spunti per il tema del multilinguismo. Esempi sono dei concorsi per ragazzi, dei questionari sull'utilizzo della lingua e dei seminari. Un esempio è il seminario Auch Mama lernt Deutsch (anche la mamma impara il tedesco) a favore dell'integrazione degli immigrati.

Siamo entrati nei minuti di recupero e l’Alto Adige è nella metà campo avversaria per tentare l’ultima azione. L'Eurac è un'accademia formata da undici istituti. Quello che ci riguarda è l'Istituto di comunicazione specialistica e plurilinguistica, che conduce importanti progetti di ricerca su traduzione e terminologia, minoranze linguistiche e valutazione delle competenze nell'ambito degli esami di bi- e trilinguismo. Nel sito web troviamo, oltre ad un video di presentazione, una lista di progetti, di risorse online (ovvero materiale di supporto all'apprendimento di una lingua, come dizionari) e di eventi tenuti nell'istituto.

Sul sito www.suedtirolerland.it sono presenti informazioni sulla lingua e sulla cultura ladina, ma anche link all'istituto di promozione del ladino //Micurà de Rü//. Si tratta di una fondazione minore rispetto alle altre, ma non per questo comunica le proprie attività in modo più superficiale, anzi. Nel sito sono presenti le attività svolte, i progetti scientifici a cui prende parte, materiali come dizionari e biblioteca online. E' addirittura possibile comprare online libri, musica e film in lingua ladina.