Bisogna prenderne atto: la tecnologia ha preso il sopravvento praticamente in ogni campo, rivoluzionando persino i gesti più semplici della nostra quotidianità. Andare al cinema, comunicare con le altre persone, ascoltare musica: il 3D, i social network e l'mp3 hanno cambiato totalmente il modo di vivere queste esperienze. Siamo di fronte a un'innovazione tecnologica che non accenna a fermarsi.
Ma da amante della musica qual sono, quello che vi propongo è un viaggio proprio attraverso l'evoluzione dei diversi mezzi di riproduzione del suono, dal fonografo fino ad oggi. Vedremo così non solo quando e come hanno visto la luce i diversi apparecchi, ma anche quale è stato il loro impatto sociale.
Il grammofono, o giradischi, è uno tra i primi dispositivi in grado di registrare e riprodurre il suono.
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Fonografo
La prima versione del grammofono fu il “fonografo” (dal greco: “ scrittore del suono”), creato da Thomas Edison nel 1887. I primi fonografi usavano come supporto di registrazione un cilindro e sfruttavano un movimento verticale dello stilo. La pressione sonora era tradotta in profondità di incisione del solco, ma il suono non era ancora soddisfacente, tanto che ebbe bisogno di alcuni perfezionamenti.

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Mangiadischi

L’ invenzione del grammofono si deve a Emile Berliner (1897) che sostituì il cilindro con un disco a movimento orizzontale; questo permetteva i seguenti vantaggi: una velocità più costante, la possibilità di effettuare più copie e l’occupazione di minor spazio. Questi dischi avevano un diametro di 5"(12,5cm) ed erano registrati su un solo lato. Nel 1895 furono introdotti i dischi da 7" (17,5 cm) seguiti nel 1901 da quelli da 10" (25 cm). Nel 1908, grazie a miglioramenti tecnici, si cominciò a registrare su tutti e due i lati del disco qualche successo del grande repertorio musicale (la prima incisione a 78 giri fu una “Carmen” di Bizet ed un “Concerto per due violini” di Bach, nel 1910, a cui seguì una registrazione integrale della “Quinta Sinfonia” di Beethoven nel 1913); questo fu molto apprezzato dal pubblico grazie anche ai prezzi più contenuti.

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Disco in vinile
Nel 1948, dopo la creazione del giradischi elettrico (1918) e del disco flessibile in carbonio (1920), subentra il disco in vinile (nelle sue versioni a 78, 33 e 45 giri), che fu il supporto più diffuso in particolare per la riproduzione della musica nonchéil più fedele al suono. Ecco un video che mostra l’ascolto di un disco in vinile: http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=J3w3fopRLro&feature=endscreen
I componenti fondamentali che ne hanno permesso il successo sono stati il “solco” e la “puntina” fino all'era dell' hi-fi. Il disco è composto da cerchi concentrici: quando la puntina, poggiata sul disco in movimento, urta questi cerchi composti da solchi, esso trasmette delle vibrazioni alla testina .Queste si trasformano in tensioni elettriche che, infine, raccolte dall'amplificatore tornano ad essere suoni.
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Juke-box

All'inizio degli anni’40 compaiono sul mercato americano i primi juke-box, che ricordiamo nel telefilm “Happy days” (http://www.youtube.com/watch?v=3NxGO2lx-A0 guardare minuto 2:00), in cuiFonzie con un semplice pugno fa partire la musica.La macchina veniva installata in luoghi pubblici e negli stabilimenti balneari, consentendo di scegliere tra vari dischi contenuti all’interno d’ esso e di ascoltarli per pochi centesimi. Ma la ritroviamo anche in alcuni film come “Sister act” (http://www.youtube.com/watch?v=bnNPUeXBH_s), e “I ragazzi del juke-box” del 1959 (http://www.youtube.com/watch?v=fOD1RmiJPcQ), dove Adriano Celentano canta: “La felicità costa un gettone per i ragazzi del juke box la gioventù la gioventù la compra per cinquanta lire e nulla di più Dai dai dai gira con me dai dai dai stringimi a te con ardore con furore baciami baciami baciami. In un gettone c'è l'ossessione c'è l'ossessione dei ragazzi del juke box”. Questa canzone dimostra quanto il juke-box fosse diventato oggetto di culto per i giovani di ieri e “gettonato” dai collezionisti di oggi.
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Mangiadischi

Con il boom discografico degli anni '60/'70, nacque l'esigenza di giradischi portatili, che si potessero alimentare senza bisogno di una fonte elettrica; vide così la luce il Mangiadischi, alimentato a batteria.

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Musicassetta

Negli anni ’60 nacque la prima forma di musicassetta (o MC o compact-cassette), che Philips mise in commercio negli anni ’70 ad un prezzo molto inferiore, dando così inizio all'era della registrazione di massa. Quello che gli permise di abbassare il costo furono: nastri alti la metà, velocità ridotta ed in particolare l’inserimento del nastro in una comoda cassetta di plastica, più piccola, portatile, protettiva e facile da inserire e levare dal registratore. La musicassetta era stata pensata inoltre per immortalare spettacoli, feste private, tentativi musicali, appunti sonori e per registrare dalla radio a bassa fedeltà.

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CD-audio
Nel 1976 avvenne il salto dalla consolidata tecnologia dei dischi 45 g. e dei long playing alla registrazione ottica digitale. Ricerca che portò nello stesso anno alla nascita del CD-Audio (Compact Disc Audio). Il CD permette di poter “saltare” con perfetta precisione all'inizio del brano desiderato (una cosa impossibile sia con le cassette, che con i dischi in vinile, perché si doveva “azzeccare” il punto in cui il braccio del giradischi doveva essere collocato). Inoltre migliora ulteriormente la qualità del suono che risulta più pulito. Tutti questi fattori hanno determinato il successo sempre più crescente del CD, tanto che nel 1988 negli USA le vendite superarono quelle dei dischi in vinile.




Nel 1987 Sony creò il DAT (Digital Audio Tape), che permette attraverso la registrazione in digitale (e non più in
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DAT
analogico) maggior qualità di riproduzione del suono. Tuttavia questo prodotto ha trovato successo commerciale solo negli ambienti professionali del trattamento del suono a causa del costo più elevato, della facilità di riproduzione che minava il mercato discografico e della tutela del copyright. Simile ad una videocassetta ma con dimensioni più ridotte, utilizza anch’esso il nastro magnetico. Oggi il DAT è utilizzato dalla RAI in Italia, dalla BBC in UK, nel cinema e nella radiofonia. Fu utilizzato anche nel campo informatico, o per archiviare file di grandi dimensioni (grafica, animazioni ecc...), per essere infine soppiantato dalla diffusione del masterizzatore per CD.



Nonostante il CD sia poco più che ventenne, il Digital Versatile Disc (DVD) è penetrato nel mercato di massa grazie alle sue maggiori capacità in audio e video. Così si è giunti al concetto di multimedialità: il CD non è più solo un mezzo di registrazione audio ma è uno strumento di memorizzazione, manipolazione di immagini e di suoni, esaltati dal grande aumento di accessi al web. Questo ha spinto la ricerca verso soluzioni che potessero conciliare la ancora limitata velocità di trasmissione delle reti con la sempre più grande richiesta di contenuti multimediali da parte degli utenti.

Da queste esigenze è nato il formato MPEG (Moving Picture Expert Group) Layers 3, comunemente conosciuto come Mp3, il quale, utilizzando un complesso metodo di compressione, consente di “racchiudere” megabyte in uno spazio 10 volte inferiore a quello utilizzato in un CD-Audio. L’Mp3 esiste ormai da dodici anni, ma c’è voluto del tempo prima che arrivasse nelle nostre case, a causa della dimensione dei file musicali (a differenza di immagini e video più facilmente comprimibili) e per via di computer non ancora dotati di elevate capacità elaborative a prezzi contenuti. Nel 1997 abbiamo un' ulteriore innovazione dell’ Mp3: la codifica non più a partire da due canali stereo tradizionali (destro e sinistro) ma multicanale, vale a dire, l’implementazione dell’ Home cinema, la versione domestica del Dolby Sorround che possiede ben 5 canali (composti da 5 casse, una anteriore destra, anteriore centrale, anteriore sinistra e destra per gli effetti speciali più un canale dedicato al subwoofer per i bassi); mentre la frequenza viene abbassata a 24KHz. Nel 1998 viene creato l’mp4, più legato alle applicazioni video.

Ma come suona un mp3?
In realtà piuttosto bene se si ascolta musica leggera tramite scheda audio e casse del computer; mentre non possono dire altrettanto gli orecchi fini che scelgono impianti stereo e apparecchiature professionali (come quelle degli studi di registrazione) a causa della bassa frequenza.


Una rivoluzione recente sono stati i lettori portatili di mp3, ovvero dispositivi hardware in grado
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Lettore mp3
di riprodurre file mp3. Questo successo ha fatto sì che la ricerca sul web di file musicali (in streaming, scaricabili a pagamento o gratuiti) fosse enorme. Tutto ciò, però, ha reso inevitabile il problema della cosiddetta “pirateria fonografica”, che comporta un uso illecito dell’ opera (CD, musicassette, canzoni, filmati dal vivo, ecc…) senza il consenso degli autori, della SIAE (Società italiana autori ed editori) e dei titolari dei diritti connessi (interpreti, compositori, ecc…). Problema che cominciò a diffondersi già con la registrazione di massa della musicassetta.
Le caratteristiche del lettore Mp3 sono: una maggiore leggerezza, grazie anche alle dimensioni ridotte; un’ immediata modalità di funzionamento che determina una praticità d’uso; ed infine il prezzo, che col passare degli anni è diminuito permettendone una rapida diffusione.Un’ altra grande innovazione del lettore Mp3 e dell’ Mp3 stesso è stata la possibilità di creare playlist. Con i file compressi si possono infatti inserire in una cartella più brani a nostro piacimento, per artista, per genere musicale o semplicemente secondo il nostro umore; un po’ come accadeva con i juke-box. Con i lettori mp3, inoltre, è possibile controllare e personalizzare persino la qualità del suono (modalità studio, live e secondo il genere musicale che si ascolta).
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Studio di registrazione


L’Mp3 ha permesso anche ai non professionisti e a chi non possiede grandi apparecchiature di poter registrare ad un buon livello di qualità persino da casa, in pratica di possedere uno studio di registrazione che si componga semplicemente di un microfono, un pc ed un’eventuale tastiera. Infine l’Mp3 possiede una caratteristica mai vista prima: l’immaterialità. Per la prima volta si può fare a meno di un supporto fisico sul quale sono registrati i suoni: navigando sul web ed attraverso il PC si possono scaricare direttamente canzoni, trasferendole sul player portatile e sul cellulare.
Però l 'uso smodato del lettore mp3, divenuto ormai onnipresente, ci ha resi un po' più soli. Con le cuffie nelle orecchie, ce ne stiamo in disparte, isolati, estraniati dalla realtà, mentre una volta si tendeva a ascoltare musica in compagnia e una canzone forniva l'occasione per invitare una ragazza a ballare. Oggi si dedicano meno canzoni alla radio e si preferisce utilizzare i social network. Un video di Nino D’Angelo dimostra invece tutt'altro spirito: (http://www.youtube.com/watch?v=OZxDpGxTbn4), lui e una ragazza sono fermi al semaforo; lui le dedica una canzone, il semaforo diventa verde ma la ragazza rimane ferma ad ascoltarlo; anche la gente del paese scende ad ascoltarlo e persino lo applaude. Oggi la musica e la sua concezione sono cambiate, anche a causa della tecnologia che ci ha abituati ad avere tutto pronto. Si ascolta musica in macchina, quasi come se fosse un sottofondo, uno scaccia pensieri e si prediligono canzoni radiofoniche. Ovvero? Leggere, corte, che arrivino subito; ieri invece la qualità e l'autenticità della musica erano in primo piano.
La tecnologia ha fatto e continuerà a fare passi da gigante, sempre all'insegna di due parole chiave: economicità e praticità, due elementi che sono stati fondamentali per lo sviluppo e la commercializzazione a tutti i livelli.Chissà… magari in futuro basterà pronunciare il titolo di una canzone e quella comincerà a suonare, senza muovere un dito. Ma niente sarà paragonabile al piacere di sognare a occhi aperti appoggiando il braccio metallico del giradischi sul disco in vinile e guardandolo girare mentre suona una musica di Elvis Presley…

Valentina Anzalone
Bibliografia: Mp3, Vincenzo Landi, editore tecniche nuove
Musica digitale mp3: la rivoluzione della musica digitale, John Hedtke, editore Hops

Sitografia:http://it.wikipedia.org/wiki/MP3http://www.musicaememoria.com/musica_distribuzione_duplicazione.htmhttp://www.artistsandbands.org/ita/modules/smartfaq/faq.php?faqid=30
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=53&biografia=Thomas+Alva+Edison