Pagina dedicata alle notizie che ci sembra interessanti commentare.

  • Il mondo di internet in questi giorni è attraversato da una serie di iniziative attive e di denuncia contro il pericolo che si possa ricorrere a una legiferazione restrittiva dell'uso della rete. Noi esprimiamo dal nostro piccolo un profondo disagio per la situazione: leggi

Giuseppe Landolfi Petrone


*La pubblicità e la televisione in generale il 21 marzo si è resa disponibile ad accogliere persone con la sindrome di down, che hanno sostituito gli attori negli spot e alcuni co-conduttori in trasmissioni di successo.
Ottima iniziativa, poco pubblicizzata (ma forse questo è un bene). Nel vedere alcuni spot si poteva quasi credere che, finalmente, fosse caduta la barriere che divide normalità/anormalità all'interno di quel mercato sopra le righe che è la pubblicità. Si trattava soltanto di un esperimento e di una concreta dimostrazione di accoglienza.
Il tema della campagna, ottimamente realizzata, è l'integrazione è possibile. Giusto, ma in effetti nessuno impedisce al mondo della pubblicità di praticare questa strada sempre e non soltanto in funzione dimostrativa.

Un'altra cosa, molto importante. Il filmato termina con uno slogan: «la diversità è normale». Messaggio giusto e corretto, ma da solo può alimentare confusione, come sempre capita quando vengono lasciati da soli i concetti di diversità e di alterità, perché si potrebbe finire con il credere che essi siano un valore assoluto in loro stessi, mentre non è così. Infatti, affermare una diversità assoluta, significa accampare pretese di separazione dal resto, e questo è un dramma.

Chiunque usi i concetti di diveristà e alterità dovrebbe avere la correttezza morale di associarli al loro termine correlato e corrispondente, quello di unità: l'uomo è unito nella diversità, ecco cosa dovrebbero dire degli slogan appropriati: mai elevare la diversità o l'identità a valori assoluti, si finisce in pessime forme di ideologia totalitarie.





Giuseppe Landolfi Petrone



Un referendum in rete di Giuseppe Landolfi Petrone